Trapianto di cornea parziale o totale: DALK, PKP e DMEK a confronto

Il trapianto di cornea sostituisce una parte o tutto il tessuto corneale danneggiato con tessuto sano di un donatore. L'obiettivo è semplice: tornare a vedere in modo nitido. Nello studio del Dr. Ahmed Shaarawy, consulente in chirurgia della cornea e refrattiva, non esistono due trapianti pianificati allo stesso modo: il tipo giusto viene scelto solo dopo una valutazione attenta e personalizzata, e ogni intervento viene eseguito con tecniche microchirurgiche moderne.
I due tipi di cui sentirai parlare più spesso sono il trapianto parziale (DALK) e il trapianto a tutto spessore (PKP). Entrambi curano le malattie della cornea. Si differenziano, e la differenza conta, nella tecnica, nelle complicanze, nei tempi di recupero e nei tassi di successo.
Che cos'è il trapianto di cornea a tutto spessore (cheratoplastica perforante, PKP)?
Nella PKP l'intera cornea, tutti e cinque gli strati, viene rimossa e sostituita con un lembo donatore di tessuto corneale sano.
Quando la PKP è la scelta giusta:
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Il danno interessa l'intero spessore della cornea.
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Sono presenti cicatrici profonde o un assottigliamento grave.
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Un trapianto precedente è fallito.
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La malattia coinvolge tutti gli strati della cornea.
Vantaggi: è completo. Vengono sostituiti tutti gli strati, ed è quindi lo strumento giusto quando il danno è esteso.
Svantaggi: il recupero è più lungo (6-12 mesi), il rischio di rigetto del lembo è più alto e in una fase successiva può essere necessario rimuovere i punti di sutura.
Che cos'è il trapianto di cornea parziale (cheratoplastica lamellare anteriore profonda, DALK)?
La DALK è più selettiva. Vengono sostituiti solo gli strati anteriori e intermedi della cornea, mentre lo strato endoteliale interno, se è sano, resta esattamente dov'è.
Quando la DALK è la scelta giusta:
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Cheratocono.
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Cicatrici superficiali o dello stroma medio.
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Malattie che risparmiano l'endotelio corneale.
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Pazienti giovani nei quali vogliamo mantenere il rischio di rigetto immunitario il più basso possibile.
Vantaggi: il rischio di rigetto è nettamente più basso, il recupero visivo è più rapido e viene conservata l'anatomia naturale dell'occhio, il che la rende anche un'opzione più sicura per i pazienti con un solo occhio funzionante.
Svantaggi: richiede una tecnica chirurgica molto avanzata e non è praticabile quando è danneggiato l'endotelio corneale stesso.
Esiste una terza opzione? (Cheratoplastica endoteliale)
Sì. Quando il danno è limitato allo strato endoteliale interno della cornea e gli strati anteriori sono ancora sani, esistono tecniche precise pensate proprio per questa situazione. Nell'insieme si chiamano cheratoplastica endoteliale:
1. DMEK (cheratoplastica endoteliale della membrana di Descemet)
La DMEK trapianta solo la membrana di Descemet e le sue cellule endoteliali. È la più precisa fra queste tecniche: il recupero visivo è più rapido, il tasso di rigetto è molto basso (circa 1%) e non servono punti di sutura. Il rovescio della medaglia è che è tecnicamente impegnativa e richiede una notevole esperienza chirurgica. Nello studio del Dr. Ahmed Shaarawy la DMEK viene eseguita con la tecnica S-stamp.
2. DSAEK (cheratoplastica endoteliale automatizzata con stripping della Descemet)
La DSAEK trapianta l'endotelio insieme a un sottile strato di stroma corneale. È tecnicamente più semplice della DMEK e dà risultati stabili, anche se il lembo leggermente più spesso fa sì che la vista torni più lentamente.
3. PDEK (cheratoplastica endoteliale pre-Descemet)
La PDEK trapianta tre strati: pre-Descemet, Descemet ed endotelio. In casi selezionati può ripristinare una buona vista nel giro di pochi giorni.
Come decide il Dr. Shaarawy quale trapianto è giusto per te?
La decisione si basa su:
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Topografia corneale + OCT
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Valutazione endoteliale (microscopia speculare)
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Spessore corneale e storia clinica del paziente
Il Dr. Ahmed Shaarawy è stato il primo chirurgo a introdurre la DMEK con S-stamp in Egitto e porta quella precisione da sottospecialista nell'abbinare ogni paziente al tipo di trapianto giusto.
Domande frequenti
Il trapianto parziale è sempre migliore di quello totale?
Non sempre. È la scelta migliore in situazioni specifiche, per esempio nel cheratocono, ma non è superiore in assoluto.
C'è una differenza di costo?
Sì. I trapianti parziali costano spesso di più per la complessità chirurgica che comportano, ma sono più sicuri e il recupero è più rapido.
Il trapianto totale restituisce il 100% della vista?
Di solito la vista migliora in modo significativo, anche se dopo possono comunque servire gli occhiali.
Quanto dura il recupero dopo il trapianto?
Trapianto parziale: 1-3 mesi. Trapianto totale: 4-12 mesi.
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Riferimenti
- Anshu A, Price MO, Price FW. "Risk of corneal transplant rejection significantly reduced with Descemet's membrane endothelial keratoplasty." Ophthalmology. 2012;119(3):536-540. PMID 22218143
- Reinhart WJ, Musch DC, Jacobs DS, Lee WB, Kaufman SC, Shtein RM. "Deep anterior lamellar keratoplasty as an alternative to penetrating keratoplasty: a report by the American Academy of Ophthalmology." Ophthalmology. 2011;118(1):209-218. PMID 21199711
- Dati della clinica: Dr. Ahmed Shaarawy, oltre 5.000 procedure documentate in più di 20 anni di chirurgia della cornea.
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